Roma, parcheggio selvaggio sui posti dei disabili: "Gia' 12mila multe"

ROMA. Prigionieri delle barriere architettoniche in una città senza educazione civica e senza rispetto. «Per chi come me vive in carrozzina — osserva la deputata dem, Ilena Argentin — spostarsi diventa ogni giorno un Camel Trophy». Un problema tutt’altro che marginale: riguarda un romano su 50. Chi è costretto a trascorrere le giornate su una sedia a rotelle larga 63 centimetri, impara a conoscere le strade, i quartieri, in funzione della loro percentuale di inaccessibilità. Chi vive a Tor Bella Monaca, per esempio, dovrebbe poter entrare in farmacia, ma non c’è lo scivolo. I disabili di Primavalle, al momento, per lo stesso motivo non riescono a varcare la soglia della Asl. Risulterebbe quasi scontato soffermarsi sulle buche stradali, sulle insegne pubblicitarie o le biciclette e i motorini incatenati ai pali al centro dei marciapiedi. Off-limits anche i bus e le fermate dalla metropolitana: il 70% è sprovvisto delle pedane e chi è costretto in carrozzina non può salire. L’auto, nella capitale d’Italia, non costituisce una valida alternativa purtroppo. Perché i parcheggi riservati ai portatori di handicap, il più delle volte, sono invasi dagli automobilisti, quando a renderli inservibili non sono i cattivi ristoratori, pirati del tavolini selvaggio, che occupano anche le strisce gialle pur di accaparrarsi un cliente in più. Lo racconta il caso del ristorante in piazza della Cancelleria. I vasi, documentati da Repubblica, che invadono le strisce gialle. Un abuso mai rimosso. «Le piante? Le ho messe solo per bellezza e segnalare il locale» si difende Mauro Sainas, il titolare del ristorante Lievito e farina.

Ma non solo questo caso. Fanno riflettere i dati della polizia municipale. I numeri parlano chiaro: l’inciviltà è in aumento. Da gennaio i caschi bianchi hanno compilato 11mila 700 sanzioni:1300al mese. Il che significa che 43 automobilisti al giorno vengono sorpresi a posteggiare la macchina sulle strisce gialle che indicano gli stalli per i disabili. Solo nel rioni Prati, dove ci sono 161 parcheggi riservati, gli agenti del I gruppo hanno già elevato 438 multe. Il vortice di illegalità finisce per risucchiare i disabili stessi. Perché chi trova il posto occupato è costretto a parcheggiare altrove. E alla fine, vinto dallo stress, spesso abbandona l’auto nello spazio dedicato a un altro invalido. Accade spessissimo. I vigili, per l’anno in corso, hanno accertato 1079 infrazioni di questo tipo, 188 solo a marzo.

Come invertire la tendenza? Un modo ci sarebbe. Ed è scritto nero su bianco nella bozza di legge Argentin che individua la soluzione nella formazione per costruire senza barriere architettoniche. È stata presentata in commissione Affari sociali due legislature fa e mai calendarizzata in aula. In compenso «sono oltre 10 anni che i Comuni, già a corto di risorse, non ricevono fondi per l’abbattimento delle barriere — ricorda Argentin — né per quelle negli edifici pubblici, né per i privati».

Risultato? «Ricevo 300 mail a settimana da cittadini romani che denunciano le loro difficoltà quotidiane — assicura la deputata Pd — il dato che emerge dalle multe elevate dalla municipale è raccapricciante ma fotografa la situazione: vivere su una carrozzina a Roma è un incubo». Il 70 per cento dei mezzi pubblici è totalmente sprovvisto delle pedane, fa notare ancora Argentin, mentre il restante 30 per cento non ha la manutenzione che dovrebbe avere. «La scena è sempre quella — aggiunge Argentin — l’autista scende per stendere la pedana sul ciglio del marciapiede e il meccanismo si blocca». Altro che cura dell’utente. Così si è costretti ad avventurarsi in strada.

Almeno il centro storico in teoria dovrebbe essere fruibile. Eppure «andate dietro il Pantheon — esorta Viviana Di Capua, presidente dell’Associazione abitanti centro storico — in via dei Pastini e in via delle Muratte i percorsi guidati per i non vedenti sono invasi dai tavolini dei caffè: devi chiedere il permesso per poter passare. A dimostrazione che i romani non hanno alcun rispetto per gli altri». Istantanee da una città proibita ai disabili.

di Luca Monaco

Fonte:
La Repubblica del 21-09-2016