Gita al centro ricerche Brasimone

Abbiamo in animo di organizzare per il giorno Mercoledì 20 Giugno 2018, un’interessante ed affascinante visita all’Enea “Centro Ricerche Brasimone” a Camugnano Bologna.
Al termine della visita ci trasferiremo in un ristorante sul lago Brasimone per deliziarci con un pranzo tipico tradizionale montanaro. Nel pomeriggio ci recheremo al Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Boccadirio. Alle ore 17,30 circa si farà rientro a Bologna con arrivo previsto per le ore 19,00 circa.
Le adesioni dovranno pervenire entro e non oltre Venerdì 18 Maggio 2018 per consentire un’adeguata organizzazione della gita e saranno valide solo col versamento di Euro 50
a persona
; la quota sarà restituita solo nel caso la gita non dovesse svolgersi ma non per rinuncia dei partecipanti. Il costo succitato è in rapporto a un minimo di 22/25 partecipanti.
La quota comprende: viaggio andata e ritorno in pullman G.T., visita all’Enea “Centro Ricerche Brasimone”, pranzo tipico/tradizionale montanaro (bevande incluse), visita al Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Boccadirio. La quota non comprende: mance ed extra personali, eventuali ingressi oltre a quelli citati nel programma, tutto ciò non specificamente indicato nella voce “la quota comprende”.
Per informazioni: Univoc Bologna tel. 051 33 49 67, cell. 344 13 99 373;
UICI Bologna tel. 051 58 01 02 - cell. 346 61 90 873.

Al mattino partenza alle ore 08,15 dal terminal 25 dell’autostazione di Bologna. Visita all’Enea “Centro Ricerche Brasimone”:
I primi insediamenti del CNEN (Comitato Nazionale per l'Energia Nucleare) nell'area del Brasimone risalgono agli anni '60, quando venne acquisita una prima parte dei terreni per insediarvi un reattore sperimentale denominato PRO (Progetto Reattore Organico), progetto in seguito abbandonato.
All'inizio degli anni '70 fu lanciato, insieme alla Francia, il Programma Reattori Veloci e l’area del Brasimone venne scelta quale sito in cui realizzare un reattore sperimentale per condurre prove sugli elementi di combustibile (PEC).
Dal '72 furono realizzate grandi opere infrastrutturali e costruiti gli edifici per i servizi di supporto, oltre a quattro grandi hall tecnologiche che contenevano impianti sperimentali per prove su componenti e materiali del PEC; questi impianti erano dotati di laboratori specialistici di appoggio (chimici, meccanici, elettrostrumentali, ecc.).
Nel 1985 il Centro impegnava circa 240 dipendenti dell'ENEA (che aveva sostituito il CNEN nel 1982), mentre nelle attività di costruzione erano impegnate più di mille persone di ditte esterne.
In seguito all'incidente di Chernobyl (1986) e al referendum sul nucleare (1987) iniziò un processo di riconversione delle risorse, umane e strutturali, che si concluse nel 1990 orientando le attività del Centro prevalentemente verso la tecnologia della fusione termonucleare controllata. Ciò ha permesso di realizzare ulteriori investimenti che hanno profondamente modificato il tessuto del Centro e le sue capacità operative, dotandolo di ulteriori infrastrutture, impianti e laboratori per ricerche tecnologiche che costituiscono, ancora oggi, un valido patrimonio non solo per l'Ente.
Nel 2009 l’Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente (ENEA) viene soppresso e nasce l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), finalizzata alla ricerca e all’innovazione tecnologica nonché alla prestazione di servizi avanzati nei settori dell’energia, con particolare riguardo al settore nucleare e dello sviluppo economico sostenibile.
Con queste nuove finalità, presso il Centro, vengono ora condotte attività sperimentali per lo sviluppo ingegneristico e tecnologico verso gli obiettivi del “nucleare del futuro”.
In particolare le attività si inseriscono nei programmi internazionali di Euratom e Generation IV nonché nei progetti nazionali relativi all’ Accordo di Programma con il Ministero per lo Sviluppo Economico per reattori di quarta generazione e la fusione termonucleare controllata.
Vengono inoltre portate avanti altre due importanti attività: una legata alla radioecologia ambientale e una di supporto tecnico e logistico al Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA).

Alle ore 13,00 Pranzo in un ristorante sul lago Brasimone con il seguente Menù:
Tris di primi: Tagliatelle ragù/funghi, Strigoli salsiccia/spinaci/panna, Tortelloni burro/salvia.
Secondi: Tagliata al pepe verde e rosmarino, Straccetti con porcini e parmigiano.
Contorni: verdure al forno.
Tris di dolci.
Bevande e caffè.

Nel pomeriggio visita al Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Boccadirio:
I pellegrini, che qui vengono attratti da fede ma anche da legittima curiosità, vorrebbero non solo sentire, ma vedere, contemplare con i loro occhi la scena dell'Apparizione e la vorrebbero raccontata nei più minuti particolari, magari colorando di fantasia un fatto così santo e così semplice. ''Dov'è, domandano, la scala della Madonna, quando venne quassù a Boccadirio? E dov'é la vaschetta dove si rinfrescò il viso? E il faggio su cui si fece vedere?''.
Cose tutte create dalla fantasia, interpretando poeticamente alcune cascatelle della vallata che sale al santuario. Del resto la storia non s'inventa, ma esige validi argomenti.
E Boccadirio questi li possiede, tanto che un valente e appassionato studioso della storia locale e del santuario, il prof. Paolo Guidotti, ebbe a dire, come a conclusione delle sue indagini: "Per quanto io ne conosca, pochi santuari della regione hanno una fondatezza storica come questo della Madonna delle Grazie".
Senza minimizzare una solida tradizione di ben cinque secoli, e l'atmosfera di grazie che avvolge questo luogo, l'Archivio di Stato di Bologna ci dà la prima e più antica testimonianza: una "LETTERA" così detta dell’ANONIMA che risulta scritta verso il 1580 da una monaca del convento di Santa Caterina in Prato quello di suor Brigida - quando il ricordo della veggente era ancor vivo, essendo ancor vive - dice la lettera - alcune suore vissute con Lei.
L'altro documento, derivato fondamentalmente da questo, ma più ampio, scritto con sobrietà e senso critico, è l'"ORIGINE" della Madonna di Boccadirio di Don Lorenzo Amorotti, parroco di Castiglione dei Pepoli dal 1609 al 1621, anno della sua morte.