Dalla cecita' all'assistenza oftalmica un evento nel segno della prevenzione

LA GIORNATA È PROMOSSA DALL'OMS E OGNI ANNO AFFRONTA UN ASPETTO DELLA SALUTE OCULARE.
UN PO' DI STORIA.

La Giornata Mondiale della vista è un evento planetario che si celebra ogni anno il secondo giovedì del mese di ottobre. È promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità ( OMS), dall'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità- IAPB e dall'Unione Mondiale dei Ciechi. In generale, essa verte principalmente sulla prevenzione delle malattie oculari, con " focus" annuali su ciascuna singola patologia. Quest'anno la Giornata della vista si celebra il 13 ottobre e avrà come slogan " Stronger together" (" Più forti insieme") e tratterà dell'assistenza oftalmica nel mondo. In Italia ci si concentrerà invece sulla retinopatia diabetica. Facciamo ora un po' di storia. La Giornata che si è celebrata lo scorso anno ha avuto come tema centrale " l'assistenza oftalmica per tutti". In Italia, in particolare, si è focalizzata l'attenzione sulle malattie oculari come la degenerazione maculare e la cataratta. La Giornata del 2014 è stata invece dedicata nel nostro paese ai giovani e alla guida sicura. A livello mondiale la Giornata si è occupata invece della cosiddetta " cecità evitabile", attraverso lo slogan " No more avoidable blindness" (" Basta con la cecità evitabile"). L'appuntamento con la Giornata Mondiale della vista 2013 è stato dedicato, invece, alle tematiche inerenti l'accesso alle cure oftalmiche. Problema, quest'ultimo, molto sentito soprattutto nei Paesi del Terzo Mondo e in quelli ancora in via di sviluppo. Nello stesso anno, in Italia si è parlato di bambini, sottolineando l'esigenza di una prevenzione delle malattie oculari da effettuarsi sin da piccoli, con check- up oculistici periodici. Nel 2012 la Giornata è stata dedicata alla riabilitazione visiva. L'edizione 2011 ha visto invece porre l'attenzione sulle malattie oftalmiche proprie della terza età. Appuntamenti che, come visto, si rinnovano ogni anno per un evento già ricco di storia e dal nobile significato, nel solco di una collaudata opera di sensibilizzazione grazie alla quale sarà possibile migliorare le condizioni di vita e salute di milioni di persone in tutto il mondo.

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L'importanza della riabilitazione visiva per gli ipovedenti.

La prevenzione è importante, anche perché una volta perduta, la vista non si può recuperare. Questo non significa che le persone ipovedenti debbano cedere alla rassegnazione. In generale, la riabilitazione visiva dei soggetti ipovedenti ha lo scopo di ottimizzare le capacità visive residue, migliorare la qualità di vita dei soggetti, ridotta a causa dell'ipovisione, nonché di prevenire ulteriori complicanze. Il primo passo che un diabetico ipovedente deve compiere è prendere contatto con un centro di riabilitazione visiva dove opera un'equipe multidisciplinare di specialisti (oculista, psicologo, ortottista, istruttore di orientamento e mobilità, ottico, tiflologo) che, in base alla condizione visiva e psicofisica del soggetto e dall'analisi dei suoi bisogni e delle sue difficoltà progetta, d'accordo con il soggetto stesso, il percorso riabilitativo più efficace. La persona diabetica ipovedente diventa parte attiva del proprio processo di cura con ricadute positive sul benessere individuale.

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RICERCA. Il "nemico" nel mirino è la retinopatia diabetica.

È UNA PATOLOGIA CHE RIGUARDA 147 MILIONI DI PERSONE NEL MONDO.
La retinopatia diabetica finisce " nel mirino" dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità- IAPB Italia onlus e dell'Oms: è questa la patologia alla quale è dedicata la Giornata della Vista del 13 ottobre nel nostro Paese. Nel mondo ci sono 147 milioni di persone colpite da questa malattia oculare su 422 milioni di diabetici, ma una diagnosi precoce può salvare la vista e tutelare la qualità della vita. La retinopatia diabetica è una complicanza grave e frequente del diabete ed è tra le principali cause di ipovisione e cecità, soprattutto nei soggetti in età lavorativa ( 20- 65 anni). Per questo l'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità - IAPB Italia onlus promuove una campagna informativa per conoscere più da vicino i fattori di rischio, le terapie e soprattutto come prevenirne l'insorgenza. La retinopatia può insorgere con qualsiasi forma di diabete ma la probabilità di esserne colpiti è più elevata se si è ammalati di diabete da un tempo più lungo. È possibile, però, che una persona scopra di essere diabetica nel corso di una visita oculistica, quando all'esame del fondo dell'occhio vengono riscontrate le caratteristiche alterazioni della circolazione della retina. Uno dei principali fattori di rischio è proprio la durata del- la malattia: da quanto più tempo si soffre di diabete, tanto maggiore è il rischio di avere una retinopatia. Dopo 20 anni di diabete più del 90% dei diabetici presenta una retinopatia diabetica. L'altro fattore di rischio è rappresentato dal controllo metabolico del diabete, ossia da quanto i valori della glicemia si mantengono entro certi limiti e non presentano sbalzi eccessivi. Questo obiettivo si può raggiungere attenendosi scrupolosamente alle indicazioni del medico e adottando uno stile di vita adeguato. L'ipertensione arteriosa è un altro fattore di rischio che si associa a una comparsa precoce e a un'evoluzione più rapida della retinopatia. È importante sapere che i sintomi oculari si hanno solo quando la retinopatia diabetica ha raggiunto uno stadio molto avanzato, che ha già determinato dei danni irreversibili o colpisce in maniera specifica la macula, che è la parte centrale e più nobile della retina. Si possono avere: abbassamento lento e graduale della vista ( visus) con associata distorsione delle immagini ( metamorfosie); improvvisa perdita della visione in un occhio per un'emorragia abbondante ( emovitreo) o per l'occlusione di un grosso vaso sanguigno della retina. L'efficacia della terapia delle complicanze oculari è strettamente correlata con la precocità della diagnosi.

Fonte:
La Repubblica del 11-10-2016