In banca con l'app vanno 15 mila clienti. Anche non vedenti

SAN DANIELE. Il Museo del territorio è tra i primi in regione ad avere un’intera sezione fruibile da non vedenti e ipovedenti. «Vietato non toccare» è il titolo del progetto espositivo della sezione archeologica appunto per chi ha problemi visivi e che sarà inaugurato martedì alle 18. La sezione è stata completamente realizzata dall’associazione “Vivi il Museo” che dal 2008 gestisce la struttura musiva della cittadina collinare in base a una convenzione sottoscritta con l’amministrazione comunale. «Siamo riusciti a creare un percorso – spiega il presidente di “Vivi il Museo” Euro Diracca – in cui sono presenti 17 oggetti tutti da toccare». Si tratta di due lastre di sarcofaghi originali, sei reperti ricostruiti in terracotta e nove stampe in 3D. Per questi ultimi è stata incaricata un’azienda sandanielese, la Gaia solution. «Per realizzare le stampe in 3D – spiega Luca Bodin di Gaia solution – abbiamo prima realizzato un dettagliato servizio fotografico per ogni oggetto da riprodurre e poi lo abbiamo stampato. Ciò ha permesso di non dover trattare i reperti autentici con le polveri solitamente utilizzate per le stampe a 3D tanto da non rovinare gli oggetti da un lato e di abbassare drasticamente i costi di realizzazione». Per gli oggetti in terracotta è stata realizzata una vera e propria ricostruzione. «Di quegli oggetti noi avevamo solo qualche piccolo frammento in terracotta – spiega Diracca – , abbiamo dunque completamente realizzato l’oggetto originale». A completare il percorso sono stati realizzati – collocandoli in corrispondenza di ogni oggetto – cartelli in braille per i non vedenti e su pannelli retroilluminati per gli ipovedenti. A unire il percorso poi è stata collocata una corda che, in corrispondenza di ogni oggetto, ha un anello con l’oggetto da toccare. «Un progetto assolutamente moderno che nasce per non vedenti e ipovedenti – evidenzia Diracca – , ma che tutti potranno sperimentare: toccare con mano gli oggetti è un modo assolutamente nuovo di fruire il museo». Un lavoro studiato e curato nei minimi dettagli. La parte scientifica è stata seguita dall’archeologa Tiziana Cividini: «Abbiamo consultato la sezione udinese dell’Unione italiana ciechi per poter rispondere al meglio alle loro esigenze». Gli oggetti che compongono il percorso, a esclusione delle due lastre di sarcofaghi, si possono prendere in mano e “vedere” in modo inconsueto anche per i normovedenti. «Tutti gli oggetti e le riproduzioni – riferisce Diracca – sono appoggiati, per cui si potranno raccogliere e tastare liberamente». All’inaugurazione di martedì prossi mo, dopo il saluto delle autorità, il progetto sarà illustrato dalla curatrice Cividini, dal presidente Diracca e dal presidente della sezione udinese dell’unione italiana ciechi Rino Chinese.
di Anna Casasola
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