12 startup italiane a Tokyo per l'Italian Innovation Day

12 startup italiane a Tokyo per l'Italian Innovation Day

L’anno scorso fu un successo, e quest’anno si replica, l’Italian innovation day di Tokyo è in programma il giorno 22 maggio 2017 nella capitale giapponese.
L’evento, di cui Startupbusiness è partner, è organizzato dall’Ambasciata Italiana e, quest’anno, da NTT Data che ha mostrato grande interesse nel progetto. Progetto che ha lo scopo di fare incontrare startup italiane, e scaleup italiane, con potenziali partner industriali e finanziari nipponici.
Dodici sono le startup selezionate e invitate a partecipare a questa seconda edizione e sono state scelte anche sulla base dell’interesse di NTT Data. Si tratta di Amyko, Atooma, Cynny, FacilityLive, Horus, HyperFair, MyFoody, Pedius, Sailsquare, Senso, Veasyt, Wenda (si veda la lista su questa pagina ufficiale).

Cosa fanno le 12 startup.

Amyko.
La startup nata nel 2013 ha sviluppato una piattaforma, app mobile e web, associata a un wearable device in grado di condividere e archiviare tutte le informazioni mediche dell’utente. Ha vinto il contest 2016 Open-F@b Call4Ideas di BNP Paribas Cardif, InsuranceUp e PoliHub. E’ una startup insurtech italiana da seguire nel 2017.
Incubata attualmente da PoliHub, il progetto nasce nel 2013 a bordo di Startup Bus Competition, dove avviene l’incontro tra Riccardo Zanini e l’ingegnere Filippo Scorza. Da lì a un anno i due costituiscono la società WeCare e, a febbraio 2016 dopo la raccolta di un primo finanziamento seed (500mila euro da Ligur Capital e Embed Capital) decidono di lanciare il prodotto sul mercato.

Atooma.
Fondata nel 2012 a Roma, Atooma opera nel campo dell’Artificial Intelligence. Utilizzando Atooma, gli sviluppatori beneficiano della possibilità di avvalersi di una piattaforma orizzontale capace di tagliare i tempi necessari per far comunicare i propri dispositivi tra loro. Nel 2015 Unicredit ha guidato un round di finanziamento per Atooma da 595mila euro. A gennaio 2016 Atooma, guidata dal Ceo e co-founder Fabrizio Cialdea, è risultata tra le 28 startup vincitrici del secondo bando di INCENSe (INternet Cleantech ENablers Spark), acceleratore di Enel dedicato alle aziende della clean technology. La principale soluzione offerta da Atooma è la piattaforma software Resonance AI: un SaaS (Software as a Service) che fa leva sui dispositivi connessi e l’Internet of Things per creare previsioni contestuali basate sulla vita personale e soluzioni personalizzate pensate per l’utente finale.

Cynny.
E’ una scaleup fiorentina, benché fondata in California, che ha sviluppato un’app del video mobile e adattivo (MorphCast) che permette di registrare foto, audio, testo e musica e, grazie a tecnologia di intelligenza artificiale, creare delle clip “smart” che si adattano alle emozioni di chi li guarda. In sintesi, è lo Snapchat italiano e con una marcia in più. Fondata da Stefano Bargagni ha raccolto oltre 8 milioni di euro da vari investitori e attraverso campagne di crowdfunding, l’ultima delle quali su CrowdFundMe, ha permesso la raccolta di €240.000 da 133 investitori.

FacilityLive.
Secondo l’ufficio brevetti statunitense è un motore di ricerca migliore di quello di Mountain View. La pmi innovativa ha già ricevuto uno dei più grossi investimenti in capitale di rischio mai visti in Italia (10 milioni); è la prima società non UK ad essere ammessa al London Stock Exchange Elite Program; è stato Gartner Cool Vendor 2014 e con la multinazionale della consulenza ha ora rapporto di collaborazione intenso; hanno ottenuto il brevetto in 44 Paesi, compresi UE e US; collabora con aziende come Vodafone o Accenture. Una startup da Silicon Valley, insomma, ma che nasce da founder italiani (Giampiero Lotito, data scientist, e Mariuccia Teroni, background in tecnologie di publishing e trattamento delle informazioni)) e ha attualmente un team di oltre 40 persone basato al Polo Tecnologico di Pavia.

Horus.
La startup ha sviluppato un assistente personale indossabile in grado di descrivere all’utente non vedente la realtà che lo circonda mediante sintesi vocale a conduzione ossea. Nel 2016 ha concluso il suo più importante round di investimento di 900 mila dollari dall’americana 5Lion Holdings, che investe in aziende innovative ad alto potenziale di crescita. La società ha ricevuto anche diversi grant e riconoscimenti.
E’ stata fondata da Luca Nardelli e Saverio Murgia, giovani ingegneri biomedici, con diverse specializzazioni, nominati quest’anno dalla rivista Forbes (unici italiani) nella categoria dei trenta «social entrepreneurs» europei più talentuosi sotto i trent’anni.

HyperFair.
La società creata da due ingegneri italiani, Marco Campanari e Massimiliano Bonfanti, ha sviluppato una piattaforma che permette di partecipare a eventi fieristici e aziendali virtuali utilizzando la tecnologia 3D. La società ha sede in Silicon Valley (ma con il team di R&S in Italia) e ha raccolto quasi 3 milioni di dollari in capitale di rischio.
Il funzionamento di Hyperfair ricorda un po’ proprio Second Life. I visitatori delle fiere smaterializzate creano il proprio avatar in 3D e possono girare liberamente tra gli stand virtuali dell’esposizione, conversare con gli espositori, osservare i prodotti, seguire conferenze, teletrasportarsi da un padiglione all’altro con lo strumento della mappa, fare tour basati su ricerche per parole chiave. Tutto rimanendo seduti davanti al proprio pc, in ufficio o da casa.
A differenza di altri provider di ambienti virtuali, il modello creato da Campanari e Bonfanti è accessibile direttamente dal browser, senza bisogno di scaricare software, è costruito con grafica 3D e può ospitare contemporaneamente migliaia di utenti in contemporanea.

MyFoody.
Si tratta di una piattaforma web che permette al consumatore di acquistare prodotti a rischio spreco a un prezzo ridotto, prenotandoli online e recandosi per il ritiro e il pagamento nei punti vendita più vicini a lui. In pratica, con l’applicazione si trovano le offerte “last minute” dei supermercati più vicini all’utente che si impegnano a ridurre gli sprechi alimentari e che permettono di acquistarle risparmiando fino al 50% sulla spesa.

Pedius.
La startup ha sviluppato un’applicazione per permettere ai non udenti di effettuare telefonate, ha raccolto a gennaio 2017 un milione e 400mila euro. E’ un’applicazione per smartphone che consente a chi soffre di sordità profonda di accedere a servizi svolti unicamente in voce come le chiamate di emergenza, assistenza e customer care. Nel nostro Paese sono più di 5 milioni di persone con problemi generici di udito, mentre tale dato supera nel mondo la cifra di 300 milioni. La startup ha sviluppato sia soluzioni consumer che consentono alle singole persone di effettuare telefonate, sia soluzioni business, con il duplice obbiettivo di permettere alle aziende di attivare un numero verde che consente ai clienti con deficit uditivi di contattare il customer service e di favorire l’inclusione dei lavoratori appartenenti alle categorie protette. Questa piattaforma unica nel suo genere si può oggi scaricare in 9 paesi (tra cui Italia, Francia, UK, Spagna e Stati Uniti) e in 6 lin gue diverse.

Sailsquare.
Sailsquare è la prima piattaforma di vacanze in barca peer-to-peer che ha tradotto in chiave marittima il concetto di “user-generated holiday”. In pochi click, gli armatori iscritti a Sailsquare possono creare la propria vacanza su misura, invitando i propri amici o tuta la community a partecipare, mentre gli utenti possono entrare a far parte di un equipaggio in via di formazione: l’affidabilità della community è costantemente monitorata attraverso un sistema di verifiche, feedback e recensioni.
Startup milanese, fondata nel 2013 da Riccardo Boatti e Simone Marini (due amici accomunati dalla passione per la vela e per il digitale) è probabilmente il primo operatore in Italia per numero di imbarchi, ha raccolto quasi 3 milioni di euro d’investimenti.

Senso Immersive.
Fondata da Mick Odelli nel 2015, realizza installazioni immersive che, grazie a effetti ottici e tecnologie audiovisive, creano shopping experience capaci di creare emozioni. Dopo aver partecipato a UniCredit Start Lab, la società si sta affermando nel retail, negli hotel, nei ristoranti e nei musei.
La startup ha sviluppato due brevetti innovativi dedicati a rivoluzionare il mondo del retail e della shopping experience: Teca e Scrigno, espositori dall’anima tecnologica, personalizzabili in forma e finitura che, tramite un sistema di proiezione nascosto e studiato ad hoc, permettono a qualsiasi prodotto di raccontare la propria storia e di modificare dal vivo con il supporto di un’app i colori, le caratteristiche e le finiture. Insomma, una sorta di story telling del prodotto. Un progetto che ha fatto gola a tante aziende che lo stanno già sperimentando, come OVS e Lufthansa, Porsche e Nh Hotels, Cantine Ferrari di Trento e Fondazione Altagamma.

Veasyt.
L’impresa creata nel 2012 da Enrico Capiozzo, Lisa Danese e altri due soci, spin-off dell’Università Ca’ Foscari Venezia, sviluppa servizi digitali per persone con disabilità sensoriali e con disturbi del linguaggio, dalle guide turistiche al video-interpretariato. La mission è offrire un’esperienza semplificata, vale a dire l’abbattimento delle barriere linguistiche che ostacolano le persone sorde che usano la lingua dei segni, ciechi, ipovedenti o con disturbi del linguaggio, ma anche coloro che sono di lingua straniera.
Le lingue attualmente presenti nella piattaforma sono 15, il servizio è molto semplice da utilizzare, non sono previsti abbonamenti, costose licenze software o l’acquisto di particolari dispositivi. Il cliente che necessita del servizio di video-interpretariato si iscrive a VEASYT Live!, inserisce il giorno e l’ora dell’appuntamento in cui gli serve l’interprete e le lingue da tradurre. Quindi sceglie l’interprete che preferisce tra quelli a disposizione oppure lascia che sia il sistema a proporglielo, in base ai criteri espressi durante la prenotazione. Il giorno dell’appuntamento, all’ora prefissata, l’interprete sarà disponibile dalla propria casa o dall’ufficio per iniziare la videochiamata.

Wenda.
Questa startup crea soluzioni innovative per il mercato wine & spirits al fine di proteggere e valorizzare il prodotto, per migliorare inoltre processi nella Supply Chain. In particolare la società ha sviluppato Wenda Unique, un dispositivo (patent pending) che si attacca alle bottiglie e che registra temperatura, inclinazione e raggi UV ai quali è sottoposta la bottiglia stessa, tutti parametri fondamentali per la giusta conservazione di un vino; una porzione superiore che copre il tappo, impedisce azioni di refilling (fenomeno assai crescente nei paesi asiatici) ed infine se il device viene tolto, il sistema lo rileva riportando l’evento, quindi funge da anti contraffazione. La App tramite tecnologia NFC elabora questa mole di dati mostrando grafici a chi scansiona il dispositivo, assieme a contenuti di storytelling e marketing caricati e gestiti direttamente dalla piattaforma da chi la ha in gestione, dove può vedere anche i dati monitorati, sapendo perciò come la sua bottig lia è stata trattata durante la filiera.

Questo il reportage che realizzammo per la prima edizione dell’Italian Innovation Day a Tokyo lo scorso anno. Tra le startup che parteciparono alcune hanno avviato proprio in quella occasione i contatti per espandere il loro business in Asia. Il primo Italian Innovation Day di Tokyo ha quindi generato un ritorno in termini di business che per alcuni dei partecipanti si è rivelato concreto e capace di svilupparsi nel tempo. Un ritorno che è nello spirito dell’iniziativa che l’Ambasciata italiana ha voluto e che sostiene lavorando per organizzare il tutto e lasciando alle startup la ribalta e la possibilità di farsi conoscere e di costruire le loro opportunità di business nel Paese del Sol levante e da lì nell’area asiatica. Il Giappone, e in particolare il governo della città di Tokyo puntano infatti in modo deciso sulla capacità di attrarre dall’estero idee, aziende, innovazione e perfino eventi come accade con Pioneers Asia e con Slush Asia che si svolgono entrambi nella capitale giapponese. Qui abbiamo dato una visione di quelle che sono le effettive opportunità e agevolazioni.

Come l’anno scorso pubblicheremo a seguito dell’evento un reportage, ma se qualcuno dovesse trovarsi a Tokyo in quei giorni è più che benvenuto, ci si può registrare sul sito.